Jeffrey Dahmer

Il cannibale di Milwaukee


Nascita: West Allis, 21 maggio 1960

Morte: Portage, 28 novembre 1994 (ucciso durante la detenzione)

Vittime accertate: 17

Metodi uccisione: strangolamento, accoltellamento

Altri crimini: stupro, necrofilia, cannibalismo, squartamento, atti osceni, alcolismo, adescamento di minori

Provvedimenti: 15 ergastoli (per un totale di 957 anni di carcere)


Jeffrey Dahmer nasce a Milwaukee, il 21 maggio del 1960.
All'età di otto anni fu molestato sessualmente da un vicino di casa nel paese. A dieci anni, Dahmer "sperimentò" la decapitazione con dei piccoli animali roditori, lo sbiancamento delle ossa di pollo con l’acido, l’inchiodamento di una carcassa di un cane a un albero e montando la testa staccata su di un palo.
A Giugno del 1978 il grande salto, da i "semplici esperimenti" agli efferati omicidi con riti di cannibalismo. La sua prima vittima fu un autostoppista di nome Steven Hicks, che Jeffrey portò a casa per bere qualcosa e fare "qualche risata". Quando Hicks provò ad andarsene, Dahmer gli schiacciò il cranio con un pezzo di metallo, successivamente lo strozzò fino a che non morì per asfissia, poi lo smembrò e ne seppellì il cadavere. Successivamente andò a vivere con sua nonna nel Wisconsin. Fu accusato più volte per atti osceni in luogo pubblico cosicché ricevette un anno di carcere sospesa con obbligo di terapia psichiatrica.
Il 15 Settembre del 1987, Steven Tuomi sparì nel nulla a Milwaukee, questo mistero non fu risolto fin quando Dahmer confessò nel 1991 del suo omicidio. Successivamente fu la volta di James Doxator, che scomparve nel gennaio del 1988, seguito da Richard Guerrero il 27 Marzo.
 Gli orari strani di Jeffrey e il cattivo odore che i suoi "esperimenti" emanavano, però, furono troppo anche per la nonna, che disse a Dahmer di andarsene. Così si trasferì in un nuovo appartamento.
Il giorno dopo, Dahmer adescò un bambino, lo accarezzò e gli offrì soldi per posare nudo. Dalla conseguente zuffa ne nacque un trambusto udito dai vicini che chiamarono immediatamente la polizia, così Dahmer fu accusato di molestie sessuali. Condannato fu liberato e rimase in attesa della sentenza. Nel frattempo, Dahmer massacrò un'altra vittima. Per la molestia sessuale fu condannato a un anno di galera ma fu liberato dopo dieci mesi per buona condotta.
La scia della morte riprese con altre otto vittime. Il bambino che Dahmer molestò, scomparve. Fu avvistato il giorno dopo, nudo, sotto shock e sanguinante. Quando i vicini di casa lo videro e lo riportarono alla polizia e questo accusò Jeffrey Dahmer della propria aggressione. La polizia, successivamente, interrogò Dahmer che descrisse il ragazzo come il suo amante omosessuale e visto che il bambino non poteva parlare o capire l’inglese lo riconsegnarono a Dahmer... e alla sua morte.
Il gioco continuò ancora, fin quando Dahmer portò a casa un ragazzo di colore, 32enne, che aveva conosciuto pochi giorni prima davanti al centro commerciale. Quella sera due agenti di pattuglia si videro comparire davanti alla loro macchina un giovane nudo, con un paio di manette che penzolava da un polso. Dopo averlo bloccato, insospettiti da quella manetta, decisero di credere alla storia che il ragazzo stava raccontando. Si recarono così a casa di Dahmer. Arrivati a destinazione, i due agenti si trovarono di fronte ad un bel ragazzo biondo, ben vestito e dai modi gentili. Ma il fetore che proveniva dall'interno era troppo forte, così i poliziotti entrarono di forza nell'appartamento, decisi a dare un'occhiata. Non immaginavano minimamente cosa si sarebbero trovati di fronte. Tre teste umane nel congelatore, quattro teschi dipinti su uno scaffale ed altri sparsi per la casa, organi umani all'interno di un grosso congelatore, insieme a mani e uno scheletro. Ancora, tre torsi umani nel barile. Il 22 Agosto, Dahmer fu condannato per aver ucciso un totale di 17 persone. Dopo alcuni interrogatori, Dahmer fece una dichiarazione nella quale non si riteneva colpevole perché insano di mente, ma fu giudicato legalmente capace di intendere e volere e fu condannato per omicidi multipli nel 1991. Morì il 28 Novembre del 1994, dopo un’aggressione in prigione da un altro prigioniero, schizofrenico, il quale commentò che lui eseguiva un ordine di  Dio.


Il desiderio di stare con qualcuno ad ogni costo è diventato incessante e senza fine. Riempie i miei pensieri tutto il giorno.